ISOLA D’ELBA 2017

Caro me stesso, sono qua riunito per scrivere il caro diario delle vacanze, così quando sarò vecchio andrò sul tablet a guardare cosa combinai in quell’estate del 2017 dopo Cristo, che fu un’estate particolarmente torrida, con i laghi prosciugati e tante altre belle cose

 

ISOLA D’ELBA 2017

Tutto ebbe inizio in un’agenzia di viaggi di Tradate (sì, io ancora mi appoggio alle agenzie. Turista fai da te, no Alpitour? Ahiaiaiaiai!).

“Buongiorno siamo due adulti, una bambina di 4 anni e un bambino di un anno e vorremmo andare all’Isola d’Elba”

“Guarda, io ti consiglierei queste ottime strutture tra Romagna e Marche, il mare è quello che è, ma per le famiglie è l’ideale”

Alt. Il cliente è arrivato dicendoti chi c’è, dove vuole andare e quando e tu mi stravolgi tutto il programma? Arrivederci.

Sono andato in un’agenzia di fiducia a Castiglione Olona e abbiamo programmato un bel viaggio all’Elba.

Partenza domenica 9 luglio. E sabato 8 luglio che si fa? A quel punto ci diciamo partiamo un giorno prima e soggiorniamo in Toscana, a San Vincenzo (LI). Strada facendo, come cantava non ricordo chi, forse Piero Pelù, facciamo una sosta a Pisa, compriamo un selfie stick e non facciamo quella patetica foto del tizio che sorregge/spinge la Torre di Pisa. Avrei voluto fare ciò con l’Arena Garibaldi, però.

Il viaggio è proseguito fino a Rosignano Solvay: avevo il grande desiderio di vedere quello che per anni è stato considerato il mare più contaminato d’Italia. La vista alle Spiagge Bianche è bellissima, anche se è tutto bicarbonato della Solvay e il fondale alquanto melmoso. Ad oggi è balneabile.

Poi siamo andati a dormire a San Vincenzo e l’indomani da Piombino ci siamo imbarcati per Portoferraio. Siamo andati ad invecchiare in una pensione completa, in un hotel che era quasi un villaggio. Questa vacanza l’ho pensata io, per un desiderio che avevo sin da bambino. Avevo 6-7 anni, conoscevo poco la geografia, sapevo che le due isole italiane erano la Sicilia e la Sardegna, quando mia sorella mi disse che esisteva anche l’Elba, la terza isola italiana per superficie, e poi ce n’erano tante altre, e da quel giorno per me l’Elba è un luogo mitico per la sua esistenza stessa, come tutte le isole. E questa emozione mi accompagna ancora oggi quando sento nominare un’isola nuova (ce n’è sempre una anche per noialtri appassionati di geografia) tant’è che ringrazio Renzi più per avermi fatto scoprire Ventotene che per gli 80 euro.


Qui alla Biodola, a Portoferraio. Il posto era indubbiamente morto di sera, ma fortunatamente questo, il mare più vicino all’hotel era uno dei più belli di tutta l’isola. Sabbia fine per i bimbi, acqua meravigliosa per i grandi. Consiglio l’Elba a quei fondamentalisti padani che non vanno nel Sud Italia.

Domanda del giorno. Ma se l’Elba non è a misura di bambino gli elbani dove portano i figli al mare? Il mondo è a misura di bambino? E chi nasce sulle Ande riesce a vivere comunque? In Groenlandia? Misteri. Domande without risposta.

Scherzo, ovviamente. Si può andare ovunque, si può andare a godere ma non godendo di tutto il godibile. Un esempio è quello che segue: la Spiaggia di Sansone, sempre nel comune di Portoferraio: grazie a Dio Valeria mi capisce e a volte la abbandono per una gita solitaria a godere del godibile per adulti.

Ecco, il punto che ho preferito dell’isola. Pesci, pesci ovunque. Pesci a due metri dalla riva: la moltiplicazione dei pesci, davvero. Un mare cristallino, come si usa dire. Il percorso scosceso per arrivare e i sassi in spiaggia non lo rende baby friendly, questo no. La meraviglia, poi, sono le rocce là dietro: ferrose, una peculiarità credo unica in Italia.

Un dettaglio delle rocce elbane: io mi porto il lavoro pure in vacanza!

Al di là di questi giri, abbiamo fatto altre gite: eccoci a Cavoli, dove la spiaggia era troppo caotica e Fetovaia, che mi era stata presentata come il luogo più figo dell’isola ma che francamente non mi ha entusiasmato.

Fetovaia, la spiaggia è sulla destra, provate a inclinare il monitor come sto facendo io.

Il paesaggio è il vero protagonista, l’ideale sarebbe goderselo piano piano, magari in carrozza o su una cabriolet se non guidi tu. Praticamente tutta l’Elba è così, da godere tutto l’anno.

Via della Salute. Un percorso che unisce la Biodola a Procchio, due località con un nome brutto ed essa stessa con un nome meno altisonante rispetto a, per dire, la Via dell’Amore alle Cinque Terre, eppure il paesaggio è molto simile e qui a tratti piastrellato e a tratti sterrato. In fondo l’Italia è piena di luoghi così, le camminate sul mare si assomigliano tutte, il blu sugli scogli è sempre molto simile, la vegetazione e la roccia si assomiglia. Questa foto potrebbe essere stata scattata in un sacco di luoghi tra la Liguria e la Sicilia, insomma.

 

Valeria bellavita alla Biodola. Ormai i ricordi sono sbiaditi, e non aggiungo altro. Ci fu una serata a Capoliveri, una a Portoferraio, una mattina a Rio nell’Elba. Concludo questo articolo con il tramonto alla Biodola. Al prossimo post!

 

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IL DIO RELAX

Cari amici di Just Bipedi, oggi si parla di relaxxxxxx vacanzeeeeeee, ma soprattutto di chi non fa un cazzo tutto l’anno e ad agosto sente di dover cambiare e passare ad uno status di relaxxxxxxxx. Ma relax di cosa? Per tante persone l’unico giorno di fatica è il giorno stesso in cui si recano in vacanza.

 

IL DIO RELAX

L’italiano ama il relax, ne ha fatto un Dio, sembra che la cosa più bella del mondo sia il fare niente. E immaginando una vita di puro relax otterremmo una persona che in punto di morte si guarda indietro e non vede niente.

“Scopiamo?” – “No, grazie, voglio stare qui a fare niente”.

Chi è già sereno e tranquillo vede tutti stressati intorno a sé che desiderano il relax e così, per non sentirsi un diverso, fa credere a se stesso di essere stressato e anche lui desidera il relax.

 

IL RELAX: DOVE E QUANDO

Non c’è nulla di più rilassante del divano con un film, ma per fare il giro lungo si può anche andare in macchina in Salento o in Calabria, 12 ore di guida + 12 di traffico, e dopo tutta questa sbatta mettersi a sudare al sole. Dico… che senso ha fare più di 1000km per mettersi sotto l’ombrellone? La X andrebbe cambiata da relaxxxxxxxx a exxxxxxxperience. Fare esperienze è interessante, ci tiene vivi, ci dà quel minimo di adrenalina, che secondo me accelera pure il metabolismo, tiè!

Curioso, poi, che i momenti della vita da sfruttare per vivere esperienze e sentirsi vivi spesso li si utilizzino per sentirsi morti.

 

CHE PALLE IL RELAX

L’unica utilità del relax potrebbe essere far riposare i muscoli per ricaricarli, altrimenti ditemelo voi nei commenti perché io non l’ho mica capito.

 

Se non fossi stressato sarei già morto!

FAMIGLIE E AUTO FAMIGLIARI

Cari lettori, aggiorno il blog per parlare di un tema molto importante di cui nessuno parla: il mito dell’auto famigliare per chi ha famiglia. E’ davvero indispensabile? Io dico no, e adesso vado ad esporre i motivi per cui non lo è.

  • Spesso sentiamo dire che si ha bisogno di un’auto spaziosa per i viaggi: “metti che devi fare un viaggio”. Effettivamente, poi, quante persone fanno dei viaggi? C’è gente che in 10 anni di vita dell’auto fa un solo viaggio in Puglia, il quale gli costa 5000 euro, ovvero quanto in più ha speso prendendo una Focus rispetto ad una Fiesta. Con i 5000 euro andava tranquillamente in Australia.
  • L’homo proletarius di cui faccio parte non può tanto dirsi “compro un’auto grande per andare in vacanza”: se compro la macchina non ho i soldi per le vacanze perché sto pagando la macchina. Spesso sentiamo la frase “eh… quest’anno niente vacanze, ho le rate della macchina”. Quando finirà di pagarla lo sentiremo dire “eh… ormai la macchina è vecchia, non mi fido ad affrontare un viaggio”. Ed eccolo muoversi in aereo.
  • I passeggini. Occupano molto spazio, è vero. “Dovresti prendere una station wagon per metterci i passeggini”. Non so se effettivamente su una station wagon si carica chissà quanta roba in più, ma se devo spendere 15.000 euro (più gli interessi) faccio prima a comprare due passeggini appena arrivato al mare e abbandonarli prima di ripartire. Due passeggini spuzzi costano 100 euro, molto meno dei 3000 euro di soli interessi sull’automobile.
  • Le valigie: le donne hanno la mania di portarsi tutto l’armadio. Alcune porterebbero soltanto l’utile, ma poi si sentirebbero escluse da quel mondo che ironizza sulle donne e le valigie e allora si portano di tutto per sentirsi delle persone normali, per conformarsi. Oltre alla follia da un punto di vista pratico, è anche una noia dover lavare 28 cambi per 7 giorni di vacanza al rientro e aumenta la depressione. Meno vestiti, più serenità.
  • Gli interessi: sono il primo male dell’umanità. E’ ovvio che con una cifra ben inferiore di ciò che sborsi in interessi compreresti passeggini, scarpe, vestiti, pinne, teli mare, tende e un sacco di roba. Insomma, puoi anche muoverti da cà con una Ka da 8000 euro.
  • L’autonoleggio: esiste. E non solo negli aeroporti del sud Italia. Se ci tieni tanto ad un’auto spaziosa ed efficiente, puoi noleggiarne una, te la cavi con poche centinaia di euro senza l’impegno di dover spendere migliaia di euro di soli interessi per una tutta tua che passerà il 90% della sua vita sulla tratta casa/lavoro e una minima parte per fare viaggi.

Insomma, alla luce di queste riflessioni penso che posso tranquillamente continuare a condurre la Fiesta e la Panda (tra l’altro i passeggini entrano meglio nella Panda) ed infilare una valigia tra i due passeggini. Le scarpe sotto i sedili. Le pinne tra un seggiolino e il vetro.

LE LOBBY DELL’ACQUA

Carissimi lettori, ho deciso di smettere di scrivere minchiate e finalmente creo un blog di inchiesta per andare in culo ai poteri forti. So che ce la farò, sono un tipo che quando dice di fare una cosa poi la fa davvero: ieri sera mi sono detto “Ora dormo” ed effettivamente ho dormito.

Tutti i medici ci dicono che dobbiamo bere tanta acqua al giorno, litri su litri su litri diciamo un totale di due litri. Perché ci chiedono ciò? Semplice, perché sono tutti d’accordo con le società di produzione dell’acqua, fanno parte del sistema e certamente hanno la loro parte. In realtà il corpo non ha bisogno di bere, è sufficientemente idratato dall’umidità dell’aria. Questo però i poteri forti non te lo dicono, ma ti dicono che devi bere acqua, bere acqua, bere acqua. Una bottiglia d’acqua costa in media 30 centesimi, che moltiplicati per 60 milioni di italiani e qualche sardo fanno un sacco di soldi.

Basta leggere sulle bottiglie, ci sono frasi tipo “Imbottigliata da San Pellegrino S.p.A.” e simili. Capito? S.p.A, questa è gente che vuole lucrare su di noi cittadini sprovveduti.

Poi usano tante frasette per ingannare il consumatore, tipo “Rocchetta stimola la diuresi” oppure “Uliveto aiuta a digerire” o ancora “Acqua Guizza l’uccello ti rizza”: è tutta una trovata pubblicitaria, cui va sommato il lavoro dei medici, sempre pronti a consigliare due litri d’acqua al giorno per beccarsi la percentuale da queste S.p.A., e pronti ad ingannare gli indifesi come anziani e bambini con l’uso di paroloni come ad esempio vie urinarie oppure fegato o ancora l’immancabile depurare. Ed eccoli, gli anziani, a riempire il carrello della spesa con cassette d’acqua per la gioia degli imbottigliatori, di lobbisti come Levissima, Uliveto, Sangemini e compagnia bevente.

Fateci caso: sono sempre belle ragazze oppure Del Piero i testimonial nelle pubblicità dell’acqua: mai una volta che usino Marilyn Manson o un cicciomerda qualsiasi: perché vogliono ingannarci?

L’acqua poi, per fare credere di essere un prodotto sano si dà nomi di santi: ecco a voi Sant’Anna, Sant’Antonio, San Bernardo, San Francesco, San Benedetto, Sancarlo Spinone, San Ciro, Sanct Zacharias, San Daniele, San Donato, San Faustino, San Felice, Sant’Angelo, San Giacomo di Roburent, Sangiuliano e tanti altri santi.

Ma siamo sicuri che sia così? O si cela il demonio dietro l’acqua? State attenti.

 

Buying bottle of water

Il bevi bevi è tutto un magna magna!

Fanculo i lobby della recchia!

UN CARO SALUTO AL MIO AMICO 2016

Cari amici, eccomi qui a scrivere il resoconto dell’anno come sempre.

Questo 2016 l’ho salutato con affetto per tutto ciò che di buono ho vissuto; è stato un anno abbastanza lento anche se con delle punte decisamente rock. Ovviamente il giorno che è stato protagonista tra i 366 è il 29 luglio quando è nato il piccolo Leonardo. Quella sera andai a dormire sorridendo da solo e ripetendomi questa frase “Oggi ho scritto la storia della mia vita”. Sono pochi i giorni in cui scriviamo la nostra storia, forse una decina su 25.000-30.000 giorni che in media viviamo. La maggior parte si cancellano in un’anonima routine.

leon

Quest’anno ho compiuto 11.111 giorni l’8 settembre. Ho deciso di contare quanti giorni ho e non gli anni per dare più importanza ad ogni singolo giorno, cercando sempre di viverlo al massimo. Scherzo. In realtà vado a lavorare anche quando c’è il sole, tiro fuori qualcosa dal freezer e sono depresso.

Quest’anno ho compiuto 10 anni nella stessa ditta e 7 anni con Valeria: quindi è terminato il settimo anno con relativa crisi (?) e siamo entrati con positività nell’ottavo. Quest’anno Melania ha compiuto 3 anni.

mela

Quest’anno ho avuto poco tempo da dedicare allo sport eppure nei miei limiti ho raggiunto due record: quello dell’altitudine più alta mai raggiunta (1223 m slm il 25 aprile, presso la Stazione di Bellavista sul Monte Generoso) che è stato anche il maggior dislivello da me percorso nella mia misera carriera da ciclista (quasi 900 metri!), essendo partito dalle piscine di Mendrisio e il record della maggior distanza percorsa correndo: 16km il 17 novembre. Punto ad una mezza maratona per il 2017.

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Quest’anno sono dimagrito: partito da 79-80 kg ad inizio anno, sono sceso a 74, come nel 2012: in pratica ho perso gli stessi chili che ha messo su Leonardo, che infatti già gode del soprannome Leo all you can eat. Questa è una grande sfida vinta per me, perché ho contrastato il classico ingrassamento dei trentenni, che non è una bufala (ah già! quest’anno oltre agli 11.111 giorni ho compiuto anche 30 anni, e mi sono messo d’impegno a fermare il declino del corpo e infatti mi sento più gagliardo oggi rispetto a qualche anno fa). Do il merito di questo mio dimagrimento alla corsa, più che alla dieta sana che già seguivo senza dimagrire.

Tra l’altro sono un trentenne sereno perché nel 2016 ho eliminato del tutto il principale dubbio esistenziale che ho sempre avuto sin da bambino: se fare o no una famiglia. Ora che ho una figlia e un figlio mi sono levato del tutto il dubbio e non ho nemmeno la curiosità di vedere come dev’essere avere un figlio dell’altro sesso. Ora il mio piccolo pensiero è se fare la vasectomia o no, comunque non intendo avere altri figli. Ma nella vita i dubbi esistenziali non finiscono mai e ora ne ho un altro pressante: dove vivere. Se in una città, un paesino, qui a Cagno o in un paese limitrofo se non decisamente più lontano come Porto Ceresio o addirittura inventarmi una nuova vita in quel di Genova: la adoro, e se si vive una sola volta non vedo perché non dover vivere lì.

Quest’anno ho goduto di buona salute (zero ore di malattia, come nel 2015) a parte una brachialgia tra maggio e giugno che mi ha dato diversi problemi e tribolazioni negli ospedali.

Nel 2016 ho guadagnato più di quanto ho speso: non accadeva dal 2012!

Quest’anno io e Valeria non abbiamo viaggiato molto, anche se tutto sommato non possiamo lamentarsi: abbiamo conosciuto Asti, Acqui Terme, Finale Ligure, Catania, Caltagirone, Piazza Armerina, San Marino, Cinque Terre, Andora e altre località minori.

Quest’anno son riuscito a fare l’orto anche se con alterne fortune e scarso impegno: ma la mia teoria è un seme buttato lì germina! Quel che esce, esce, insomma!

pepe

Poca cultura quest’anno: credo di aver letto sì e no una decina di libri, comunque libri già letti che rileggo con piacere, non per sapere qualcosa, ma per gustarmi una lettura.

 

Cosa mi aspetto dal 2017? Che la mia famiglia stia bene e ho il desiderio di passare più tempo all’aria aperta.

POESIA DEL REFERENDUM

Tutti parlano del referendum, nessuno però ci ha scritto una poesia. Forse nessuno ci ha trovato qualcosa di poetico. Tranquilli, io sì.

 

4 DICEMBRE

Vota il laureato in giurisprudenza

e chi non ha nessuna conoscenza,

vota l’emerito costituzionalista

e il becero qualunquista.

Voto io, voti tu

vota pure Piero Pelù

che nel mezzo del cammin di nostra vita

polemizzò per la matita.

 

Vedi una bionda neonazi che perseguita Matteo

come faceva Hitler con l’ebreo,

vedi vincitori della Falafel

esultare per la salvezza del Cnel

ed eccitato con la ruspa sgasa,

perché Renzi è a casa!

E’ contento pure Berlusconi

avrà festeggiato svuotando i coglioni

Sorride Luigi Di Maio

aspetta un futuro per sé più gaio,

ride sotto i baffi D’Alema

soddisfatto per il suo anatema

gode Pierluigi Bersani

fanculo Matteo e Maria Elena, ‘sti cazzo di toscani.

 

E io? Ho letto ogni articolo

non temo di passare per ridicolo

se dico di aver capito poco più d’un cazzo,

lo affermo senza imbarazzo.

Ne sono uscito senza opinione

sul cambiar questa nostra Costituzione

che ne sarebbe stato del Senato?

Cambiamento giusto o sbagliato?

e conteso tra il sì e il no

mi son detto ma io che minchia ne so?

 

La Costituzione è come la Bibbia,

tutti la stringono a sé come una fibbia

se ne riempiono la bocca

e son guai a chi la tocca

ma come la Bibbia non l’ha letta nessuno

eppur si commenta, è inopportuno!

 

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PENSIERI SULL’ESSERE GENITORE

Cari lettori, sono qui riunito tra me e me per stendere i miei pensieri sull’essere genitore.

  1. Quando tu sei genitore, smetti di essere un figlio, sei soltanto il genitore di un nipote. “Mamma aiuto sono con la macchina in bilico su un precipizio” – “Ma la bambina come sta?” – “Cazzo sto per morire!” – “Io, io, io… sempre di te parli, ma la bambina?”
  2. Per decenni, forse secoli, l’uomo (nel senso dei maschi, non del genere umano) ha fatto credere che lui andava a lavorare mentre la mugliera doveva soltanto stare a casa. In realtà la vera fatica è il soltanto stare a casa. Forse negli ultimi tempi, con la donna che lavora, l’uomo si è reso conto del privilegio di dover soltanto lavorare. Lavorare ora è il mio svago rispetto a stare a casa.0.285

     

  3. Arnold Scharzenegger  non ha mai fatto body building, aveva un figlio che voleva stare sempre in braccio.
  4. Ho capito che la mia vita era cambiata quando conoscevo più modelli di passeggini che di automobili.
  5. Quanto è miserabile l’esistenza di quei genitori che si gasano per i presunti record battuti dai propri figli? “Il mio a 4 mesi già camminava” “Il mio è nato con sei denti” “Il mio a un anno già si faceva le seghe”. Gente, un mese più, uno in meno, non cambia niente. E soprattutto tuo figlio non è una persona migliore se cammina prima, e non è per nessun motivo un merito tuo se ha anticipato il coetaneo nella dentizione. Sei soltanto un coglione tu, senza altri effettivi meriti nella vita.
  6. Te le vedi le mamme di due laureati di 26 anni che si dicono “Ma il tuo quando mise il primo dentino?”. Cose che si perdono.
  7. Ai miei figli imporrò una dieta vegana, così per trasgredire passeranno il sabato sera a mangiare filetti di platessa.
  8. Ma alla fine si è trovato il confine tra una foto sui social ogni tanto e l’intero book della propria prole in pasto a chiunque? Per certa gente i figli sono un accessorio dello smartphone, né più né meno il selfie stick.
  9. A mio modesto avviso i genitori sbagliano a incaponirsi a voler fare chissà quante cose, magari abbandonando il figlio per fare un risotto a regola d’arte: davvero meglio tenere il bebè in braccio, accettare serenamente questa privazione di indipendenza, e pranzare con frutta. Io dico no al multitasking! Anzi: bisogna cogliere l’occasione come periodo di riposo, e vivere i primi mesi dell’arrivo del bambino come un periodo della tua vita in cui devi dedicarti soltanto a lui. Ci giochi, lo tieni in braccio a fare niente, intanto guardi Michele Mirabella in tv che dispensa consigli sulla salute. E basta. Tuo figlio crescerà e potrai tornare a sgranare il melograno. Il tempo vola e ben presto ti manderà a fanculo e tu rimpiangerai quando non potevi fare il risotto: eri, per lui, indispensabilemulti_tasking_woman
  10. Le mamme si sentono in colpa se si prendono un’oretta per se stesse. Sbagliano, staccando sarebbero piene di energie nuove. Io se riesco vado a correre il sabato alle 7 così affronto la giornata con energia, entusiasmo e riesco a dedicarmi ai miei figli con grande serenità: se passo un’ora a dedicarmi a me stesso e poi 10 con i bimbi è certamente meglio che passarne 11 con loro due. Liberare la mente è molto importante, tanti genitori non lo capiscono e prediligono la quantità di ore alla qualità: non è quell’oretta in meno che fa la differenza. L’unico consiglio che mi sento di dare è appunto questo: prendetevi i vostri spazi, magari puntando la sveglia pure di sabato per fare sport prima che si sveglino o leggendo un libro di notte.
  11. E’ davvero difficile la vita del secondogenito: i tuoi genitori non si sentono immaturi come col primogenito e probabilmente si pongono nei tuoi confronti con un briciolo di leggerezza e magari in virtù dell’esperienza accumulata si sentono in colpa nei confronti del primo che non poté godere di cotanta bravura (fu cavia!) e così facendo magari stanno avendo un po’ di presunzione nel crescerti.
  12. Il secondo non cresce in un clima ovattato come il primo, che poteva godere di pieno silenzio quando dormiva. Quando il secondo dorme, non di rado il primo canta e urla.20161021_210811Scene tranquille in questa casa
  13. Quando arriva il secondo ti dicono “Vedrai che quello che avrà bisogno di più attenzioni sarà il primo, perché poverino sentirà che l’amore non è tutto per sé”. Una vita così!
  14. Con Leonardo ho deciso di farmi meno problemi. Se Melania non mangiava ero turbato e in ansia: tante volte ha saltato il pasto eppure è sana e molto alta. Con Leonardo (che comunque, posto ora, gode del soprannome Leo all you can eat) non farò drammi. Non vuoi mangiare? Amen, Melania non mangiava mai.
  15. La cosa più odiosa sono i nonni che fanno troppi regali. Fanno regali pure ad un nipote di un mese perché dispiaceva arrivare a mani vuote; cosicché quando a 6 mesi cominciano a giocare hanno già 47 giochi, ma intanto arrivano altri giochi, scegliendoli tra i pochi che ancora non hanno. Mi lamentavo dei troppi giochi e mio papà mi ha detto che avrei dovuto prendere una casa con una stanza in più.
  16. I giochi sono quasi tutti inutili, servono a chi li vende e soprattutto a chi li regala ai compleanni per togliersi il pensiero.
  17. Un minuto di raccoglimento per chi non fa figli “perché per ora vuole divertirsi” ed esce di casa soltanto per andare al bar del quartiere.